Testimonianze dall’Abruzzo 2

Ospitiamo un nuovo articolo sull’esperienza Abruzzo. A scriverlo un Soccorritore “anziano” (sono sicuro che non me ne vorrà per l’ “anziano”… ci conosciamo da troppi anni !) di lunga data nonché membro per tanto tempo del Direttivo e attuale membro del gruppo formatori. Con molto piacere pubblico l’articolo scritto da Mario Olivieri. Buona lettura .

 

Dopo aver molto meditato sulla settimana passata in Abruzzo credo sia giunto il momento, anche per me, di rendere partecipi tutti i componenti il SOS di questa straordinaria esperienza.
Ho subito aderito alla “chiamata” dell’Associazione perche in questi 18 anni di servizio sono sempre stato convinto che la nostra opera andava ben oltre i nostri confini territoriali. Eccomi allora, accompagnato dalla paziente Gabriella, in sede a Sona per imbarcarmi con il resto del gruppo. Vi confesso che avevo un certo groppo alla gola per nulla lenito dal clima un po’ “goliardico” dei 50 e più alla Caserma Santa Marta.

In fondo il comportamento di tutti era senz’altro per sdrammatizzare quello che avremo visto l’indomani. Lungo la strada non so quanti mezzi di soccorso abbiamo incontrato, tutti
naturalmente per dare il cambio a chi già era là. Alle 7,30 del mattino eccoci al Campo di Piànola, immersi in una nebbia fitta, ed un clima gelido, non solo per la temperatura. Con me, Fabio e Michela oltre al tecnico di P.C. Ernesto, Gabriele, Nicola,Elisabetta e Oscar della Croce Bianca, Germano, Simonetta, Loris e Morena della Croce Verde; gli infermieri professionali Angela e Massimiliano, a cui si è aggiunta la Dottoressa Serena alcuni giorni dopo.

Dopo i primi calorosi saluti i nostri colleghi ci hanno fatto fare un breve giro del campo per farci vedere e spiegarci principali servizi. Il “groppo” che avevo alla partenza si è subito trasformato in un senso di profondo disagio vedendo quelle persone che, infreddolite e con gli occhi inespressivi, alle 8,30 del mattino facevano colazione sotto l’enorme tendone della Prociv di Isola di Capo Rizzuto. Lo può benissimo testimoniare mia moglie che a quell’ora mi ha telefonato e mi ha chiesto se stavo piangendo. Ma tutto questo senso di disagio si è subito dissolto quando, insieme a Michela, formidabile psicologa, ci siamo soffermati a parlare con qualcuna di queste persone. Incredibile. La loro non era affatto rassegnazione, ma consapevolezza di aver perso molto, ma con tanta voglia di ricominciare; ci ringraziavano dell’aiuto ed erano loro stesse che ci facevano forza; quando poi abbiamo incontrato il dottor clawn che aveva due bambini per mano abbiamo subito capito che anche noi dovevamo cambiare atteggiamento e rimboccarci le maniche.

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Al primo breafing per formare le squadre abbiamo, come chi ci ha preceduto, deciso di formare squadre miste; un componente per ogni associazione. E’ stato incredibile l’affiatamento fra i vari componenti delle tre squadre, senza mai gravi incomprensioni, ma solo qualche punto di confronto subito appianato parlandone. La turnazione fra PMA, ambulanza e campo di Santa Rufina fatta dal primo momento senza mai aver nulla da dire. Al campo di Santa Rufina ci siamo anche confrontati con le squadre di P.C. della Provincia di Verona con i quali abbiamo condiviso picconi, badili e martelli per appianare terreni, piantare tende e tendoni, sgomberare macerie. Senza distogliere l’attenzione sul nostro effettivo scopo che era quello sanitario.

Articolo ABruzzo Mario - Foto Mario che lavora

Personalmente, con la mia squadra naturalmente, ho fatto alcuni importanti interventi fra cui: una frattura di femore di una signora di 86 anni, una frattura di gomito, una signora caduta in fondo ad una scala, (25/26 gradini) e messa molto male ed un soccorritore di P.C. con un SOSpetto IMA con cui abbiamo fatto un rendez-vouz con l’elisoccorso dell’Aquila. Ho anche trovato un vecchio amico, il pilota dell’elicottero, Paolo Righetti, uno dei miei istruttori al corso SOS del 1991. Ma la cosa più incredibile le persone che quotidianamente andavamo a trovare e con cui parlavamo del più e del meno. La Sig.ra Paola con il marito Attilio (filosofo e poeta contadino), il Sig. Bruno con le figlie e la moglie inferma e tante altre storie. La grossa emergenza attuale è la promisquità nelle tende. Si possono trovare in una tenda otto persone di famiglie diverse, anziani, coppie giovani con bambini ecc.

 Articolo ABruzzo Mario - Foto poeta contadino

 I bagni chimici, non sembre puliti. Le doccie degli spogliatoi del campo di calcio. L’ultimo giorno poi il Capo campo della Protezione Civile Nazionale, Emilio, ci ha voluto ringraziare personalmente della nostra presenza e del nostro aiuto e nel salutarci si è commosso lasciando in fretta e furia la tenda dove eravamo riuniti per non farsi versare qualche lacrima. Lacrime che, non mi vergogno a dire, abbiamo versato tutti, indistintamente quando abbiamo lasciato il campo. Ho lasciato un pezzetto di cuore in Abruzzo, ma sono felice per quello che abbiamo fatto e costruito e per il ricordo che abbiamo lasciato.

 

E’ un’esperienza che consiglio ad ognuno perchè ti arricchisce e ti fa apprezzare ancora di più quello che hai. Ringrazio anche il SOS,  la Croce Bianca e la Croce Verde gli I.P. Angela e Massimiliano, la D.ssa Serena e tutte le persone che mi hanno aiutato in questa settimana.

 

Mario Olivieri

Articoilo ABruzzo Mario - Foto di Gruppo