S.O.S. Servizio Operativo Sanitario

Questa è l’essenza di SOS…….

Autore Briggi Pierluigi – VicePresidente di SOS

 

GRAZIE A TUTTI

Ieri sera (sabato 17 aprile ndr) c’è stata la cena per festeggiare il ventesimo compleanno dell’Associazione SOS Servizio Operativo Sanitario di Sona.

La serata, articolata in vari momenti molto emozionanti, si é svolta in un’atmosfera felice e gioiosa, dando modo ai partecipanti di rivedere vecchi amici e di gustare in una splendida cornice la perfetta organizzazione.

Detta così è la nuda cronaca dei fatti raccontata in modo giornalistico, senza far trapelare il sentimento e le ideologie dello scrivente.

Ma questa volta lo spirito “apolitico” di un’Associazione di Volontariato va messo da parte, questa volta permettete di parlarne in modo molto di parte e schierato; sì schierato dalla nostra parte, dalla parte della Nostra Associazione SOS.

Io, per svariati motivi, non ho potuto seguire l’organizzazione dell’evento e quindi per me tutto ciò che è successo durante la serata è stata una continua sorpresa.

Il tutto è cominciato quando sono arrivato davanti al Santuario del Frassino per la Messa, lì sono iniziate le prime emozioni e commozioni nel rivedere i “vecchi” amici che hanno condiviso con me parecchie notti, fin dai primi tempi di vita del SOS. Persone diverse, ex Soccorritori Volontari, Medici e infermieri che ora non prestano più servizio.

La cosa mi ha toccato il cuore creando una situazione strana e non spiegabile.  Mi ha reso triste forse per gli anni che sono passati e che ti ricordano inesorabilmente l’età che avanza, ma nello stesso tempo mi ha infuso un sorta di iniezione di felicità, gioia e speranza nel capire che le persone che hanno influenzato i miei affetti negli anni sono ancora lì a ricordarti l’amicizia e lo spirito che ci ha mossi e ci sosteneva vent’anni fa.

Ci sono tre situazioni che possono spiegare questa strana situazione di contrasto che porto nell’animo e che diversamente è quasi impossibile fa capire; una è quella che porta una ventina di persone che hanno fatto il militare con me a ritrovarsi tutti gli anni a pranzo a distanza di trent’anni e ricordare quei 365 giorni, più o meno inutili, passati con gente come te, con la morosa a casa che magari ti ha pure messo le corna, con gente triste perché lontana da casa ma con una profonda amicizia nata nel condividere le ore e i giorni in caserma e ricordare quei tempi, anche dicendo le stesse cose ogni anno: ti ricordi il sergente, come si chiamava quello di Aosta, ti ricordi il terremoto in Irpinia, ti ricordi ……..

Un’altra è il famoso coro che cantano allo stadio i tifosi fedelissimi dell’Hellas e che sostanzialmente dice:”cambieranno il presidente, i dirigenti, i giocatori e l’allenator…. ma il Verona resterà per sempre nel mio cuor”.

Infine il  moto dei marines americani, dei granatieri svizzeri e dei nostri carabinieri “semper fidelis” oppure “nei secoli fedeli”  simboleggia la propria fedeltà al corpo e ai propri compagni ovunque si trovino nel mondo.

Forse le parole che riassumono tutto sono amicizia, spirito di gruppo, unità di obiettivi, solidarietà verso chi ha bisogno, amore per l’Associazione e infinite altre che lascio alla riflessione di chi legge il compito di trovarle e cercarle nel proprio cuore.

Poi la messa, le “macchie” arancioni e gialle in Chiesa, le belle e toccanti parole di Don Flavio.

La mia gioia ha toccato il massimo sconfinando quasi nell’ilarità quando Don Flavio durante la predica rivolge un pensiero a noi del SOS, allacciandosi al Vangelo della giornata, dicendo (le parole esatte però non le ricordo): “il vostro lavoro in questi venti anni è stato un lavoro di apostoli ….. “

A quel punto io e l’amico Gigi Turrini, vicino in Chiesa, ci guardiamo negli occhi e per un pelo non siamo scoppiati a ridere…. Speriamo si riferisse alla nostra opera apostolica e non al mitico Luca Apo.

Durante la cena, girando tra i tavoli, ho incontrato molte persone che a diverso titolo sono vicine al SOS come le Istituzioni, le Associazioni del nostro Comune, gli amici delle altre “Croci”, i nostri Soccorritori “veci” e “novi”.

Quello che personalmente però mi ha colpito di più, non me ne voglia nessuno, è stata la presenza dei Medici e Infermieri e di alcuni Operatori del SUEM 118 che, al di là degli inviti ufficiali, hanno voluto testimoniare con la propria presenza il loro affetto per la nostra Associazione.

Alcuni proverbi dicono che “chi semina vento raccoglie tempesta” e ancora “chi semina chiodi non cammini scalzo”. Queste presenze hanno confermato e mi hanno fatto capire cosa, quanto e come il SOS ha seminato in questi vent’ anni.

La conferma l’ho avuta anche negli ultimi mesi quando purtroppo mi sono trovato dall’altra parte della barricata. Ho chiamato il 118, è venuta la Fox 4 e ho avuto a che fare con alcuni reparti ospedalieri, anche di terapia intensiva. In questi momenti trovare personale sanitario disponibile e che capisce il dramma familiare che stai vivendo e che trattano il paziente e i suoi familiari come vere persone ti consola e ti fa coraggio. Vedere poi che la maggior parte di questo personale sanitario fa o ha prestato servizio al SOS ti rende oltre modo orgoglioso di far parte di questa Associazione.

La festa del nostro ventennale, dopo il bellissimo video del SOS, ha avuto un momento di vera commozione quando è stato proiettato quello in ricordo e ringraziamento di Bruno. Ho avuto modo di fare i complimenti direttamente alle persone che lo hanno ideato, girato e montato in modo veramente magistrale.

Sono stati “premiati” e ringraziati i soci fondatori, è stato dato il dovuto riconoscimento e spazio alle varie Istituzioni presenti (Comuni, Provincia, IID, CSV ecc. ecc.).

Tra me e me mi sono detto: “ecco ora è il mio turno”. Infatti mi aspettavo la chiamata per il riconoscimento di quelli che sono in servizio al SOS fin dall’inizio e quindi da venti anni. Lo consideravo un atto dovuto, l’avevo perfino orgogliosamente confidato a mia moglie Betty alla quale ho detto che, non potendo lei essere presente, si sarebbe persa il momento della mia premiazione.

Il momento della chiamata è arrivato e, lasciandomi esterrefatto, ha disilluso positivamente le mie aspettative. Infatti nel momento di riconoscimento delle persone che  fanno molto per il SOS come i nostri Direttori Sanitari Paolo e Irene, ho avuto un attimo di panico quando Alberto e Alfredo hanno chiamato il mio nome, sentire poi l’applauso di tutti e le motivazione del riconoscimento dal nostro Presidente mi ha creato il classico nodo in gola tale da non riuscire a dire nemmeno semplicemente grazie.

Mi sento quindi in dovere di condividere con tutti quello che ho provato nel momento che ho sentito il mio nome, nel momento che ho letto le parole sulla targa. Il merito non è solo mio in quanto, se le colpe di una separazione o di una lite non sono mai unilaterali, mi sento di dire che anche i meriti e i successi vengono sempre divisi con chi ti ha permesso ed aiutato il tuo “lavoro”. Quindi il riconoscimento lo condivido con gli Amici del Direttivo e della Commissione Formazione che mi hanno dato tanto. Lo condivido inoltre con tutti quelli (“ex” e ancora in servizio) che hanno fatto i turni con me, con gli Amici più stretti delle altre Associazioni e del 118 e non da ultimo con tutti quelli del Comitato Ventennale che sono stati a dir poco perfetti. Lo condivido infine con mia moglie Betty che fa parte del mio essere Volontario del SOS. Le ho sempre detto infatti che è anche merito suo se trovo il tempo di fare il Volontario, di assentarmi da casa  più sere la settimana per le riunioni Del direttivo, per le lezioni ai corsi, per i turni e talvolta mi ha incoraggiato a proseguire in quei momenti di sconforto nei quali, lo confesso, ho meditato di lasciare il servizio, permettendomi quindi di arrivare ai vent’anni con il SOS.

Ora basta altrimenti mi ritorna il nodo in gola e rischio di bagnare la tastiera del PC e mandarla in corto circuito.

Grazie di cuore a tutti.