Esercitazione, Esercitazione, Esercitazione…!

Autore Paolo Destro – Responsabile Formazione SOS

 

Questa frase non dirà molto alla maggior parte dei volontari che oggi sono in servizio, ma è stata l’inizio di tutte le “finte” chiamate di emergenza di un’esercitazione di alcuni anni fa a Mareno di Piave.


Domenica 9 maggio, ore 8:45. Nel vedere tutte le ambulanze entrare ordinatamente nel campo sportivo di S.Giorgio in Salici, mi torna in mente, così come mi accorgo che da troppo tempo non ne organizzavamo una per noi. Organizzare e partecipare ad una esercitazione è prima di tutto avere voglia di mettersi in discussione, di volersi mettere alla prova con spirito critico, per imparare dai propri errori con la volontà di migliorarsi.

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Ore 9:00, al briefing iniziale l’umore è tendente al grigio come la giornata che ci ha accolto. Dopo le spiegazioni iniziali ci sono poche domande, e mentre gli equipaggi delle ambulanze vanno nell’area di partenza a qualche centinaia di metri dal campo sportivo, si nota qualche espressione perplessa su quello che sta per succedere.

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ore 9:30, tutto è pronto, le cavie sono sulla scena e sono state istruite, gli equipaggi aspettano la finta chiamata per partire.
Per chi l’esercitazione la organizza, questo è il momento in cui si tirano le somme delle serate passate ad organizzare, pianificare (e studiare!), vuol dire vedere se tutto il lavoro fatto è stato sufficiente, se si è riusciti a trasmettere le proprie conoscenze ed il proprio entusiasmo a quelle persone che ci stanno dedicando la loro fiducia ed il loro tempo!

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Parte la chiamata! Le cavie sono ancora un po’ titubanti sulla scena, ma quando la prima ambulanza compare all’ingresso del campo lo scenario prende vita, tutti si calano nella parte!
Il primo equipaggio che scende dall’ambulanza si ritrova nel mezzo di un evento più vero di quanto si aspettasse, ed anche loro si fanno trascinare dall’entusiasmo. Viene fatto il triage, si cominciano a gestire i feriti e si attivano le altre ambulanze, da lì in poi tutto procedere “come da copione”. L’esperienza maturata a Sona2004 c’è ancora!
Per dare modo a tutti di provare si ripete lo scenario, questa volta a fare le cavie sono gli equipaggi che hanno appena lavorato, e tocca alle cavie il compito di soccorrere.


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Ore 12:00, fine dei lavori, si conclude l’esercitazione con un debriefing.
Mentre penso a tutto quello che ho visto nella mattinata, la cosa che più mi è rimasta impressa è stato l’entusiasmo che si è sprigionato man mano che l’esercitazione andava avanti. Non solo gli equipaggi che soccorrevano non si sono risparmiati, ma soprattutto le cavie hanno fatto un ottimo lavoro ed hanno reso speciale la simulazione.
I dubbi iniziali e la stanchezza per essersi svegliati presto sono spariti! Le facce stanche e gli sbadigli della mattina hanno lascito il posto a dei sorrisi di soddisfazione ed a espressioni attente,tutti si aspettano un’analisi tecnica di come si sono comportati, come gruppo e come singoli.


Inutile ripetere qui quando già detto sull’aspetto tecnico, voglio invece cogliere l’occasione per ringraziare tutte le persone che hanno partecipato, da Beniamino che ci ha supportato con i viveri (e l’aperitivo), alle cavie “esterne” che abbiamo scoperto essere degli attori di talento. Ma soprattutto un ringraziamento agli istruttori ed ai volontari presenti che con il loro entusiasmo hanno reso possibile questa esercitazione!