I ricordi sono indelebili…

Autore Mario Olivieri – Socio e Formatore del SOS

Non mi è mai piaciuto fare commenti a caldo su cose o avvenimenti a cui ho assistito o in cui sono stato coinvolto, ma ora è venuto il momento anche per me di esprimere le mie emozioni su quanto è accaduto sabato 17 aprile, o meglio dal lontano ottobre 1991 quando ho cominciato questa bellissima avventura che si chiama S.O.S. 
Il mio primo pensiero ed il mio primo ringraziamento va ad Alberto Cinquetti, al suo magnetismo, al suo catturare con lo sguardo e con le parole le persone che lo stanno ad ascoltare. Ho capito subito che quello che diceva in quella lontana sera di inizio ottobre 1991 sarebbe stato lo scopo principale della mia vita, all’infuori, naturalmente, della famiglia. Siamo entrati subito in sintonia e devo dire che questo rapporto di fiducia e stima continua tutt’ora.
Ringrazio le persone che mi hanno fatto il corso e che ho rivisto con piacere sabato 17: Sandro, Tiziana, Peter Will, Ralph Specke, la Susi (Susanna Tomelleri….e pensare che ora suo figlio ha fatto il nuovo corso con me); Paolo Bonfante con cui ho fatto il primo turno di emergenza insieme al Tome (Gaetano Tomezzoli) ed alla Stefania Bianco.
Ringrazio tutti i soccorritori del Direttivo che si sono, con me, avvicendati per circa 10 anni alla guida dell’Associazione. Un ringraziamento a tutti i medici, gli infermieri ed i soccorritori che, con me, hanno condiviso i numerosi turni. E come non ringraziare gli operatori del 118 Verona che ci hanno sembre sostenuto, anche psicologicamente in qualche caso.
Ringrazio, soprattutto, mia moglie ed i miei figli per la pazienza e la comprensione che hanno sempre avuto e per l’incoraggiamento che mi hanno sempre dato anche nei momenti difficili.

Per ultimo, ma non ultimo, un pensiero particolare alla Signora Emma che insieme al Signor Bruno hanno vissuto la prematura scomparsa della loro carissima Maria Elena. Noi, anche se  facciamo questo lavoro a continuo contatto con persone che soffrono, non possiamo capire cosa voglia dire perdere una figlia, ma sono sicuro, Signora Emma, che tutti noi soccorritori del S.O.S. siamo diventati suoi figli adottivi  e come figli la ringraziamo e la ringrazieremo sempre per tutto quello che ha fatto. Anche il solo fatto di poter pensare che un solo soccorritore abbia potuto contribuire a salvare o alleviare il dolore di una persona, Signora Emma, questo la deve far sentire orgogliosa, seppur nel dolore, di avere una famiglia così.

GRAZIE !