Sos Sona

13 Ottobre 2010

Memorie di un “vecchio” ODC…….

Redazione

Stiamo allegramente conversando al pranzo della Lotteria del Ventennale, tra un portata di risotto e una abbuffata con le verdure grigliate. Ricordando uno spunto lanciato qualche mese prima, incrocio lo sguardo di Giordano Cordioli e gli ricordo : “Allora, quando mi mandi la testimonianza della tua esperienza al SOS ?”. L’occasione per ricordare questa cosa è quanto mai proprizia… Il phatos della situazione e l’allegria del momento sono gli ingredienti ottimali per far fluire ricordi ed emozioni. Detto fatto.. Lo scrigno si apre e via con il Dèjà vù….

Intervista a cura di Alfredo Cottini

Intervista a Giordano - Foto 1Giordano Cordioli… Da ODC (ndr Obiettore di Coscienza) a socio del SOS…

Sì… Una avventura che dura da quasi 10 anni…..Riguardando le foto di questa giornata, mi soffermo, su una in particolare… La consegna dell’attestato di riconoscimento per essere stato in Abruzzo… Io non lo volevo, non mi serve, non l’ho fatto per l’attestato, ma di sicuro ora rimarrà nella scatola dei ricordi, a testimonianza dell’ esperienza vissuta. E partendo da qui mi ritorna in mente la mia storia in SOS..

Come sei arrivato al SOS ?

Sempre dalla scatola dei ricordi ripesco le parole di mio papà: “Invece di andare a fare il militare, Luca (Melegari, conosciuto da mio papà durante il servizio prestato con l’infermierizzata a Villafranca) mi ha detto di farti fare domanda per prestare servizio come Obiettore di Coscienza al SOS Sona .. Hanno bisogno di gente per fare servizio in ambulanza!”

Correva l’anno ?

Era il 2001,  ormai nove anni fa. Le parole di mio padre mi indicarono la strada per SOS e da li tuttoIntervista a Giordano - Foto 2 quello che di bello e meno bello ho vissuto all’interno di questa famiglia: i 10 mesi come ODC tra trasporti ed emergenza, i vari compiti da svolgere quali le pulizie della sede, la segreteria, ecc. Con l’entusiasmo crescente che mi hanno trasmesso Luca Melegari, Mirko Marini e Stefano Menini per questo servizio, con le giornate passate a ridere con gli altri odc … (Vero Patacca???) e con il crescere della consapevolezza che non avevo “buttato” 10 mesi della mia vita in una caserma a far chissà che cosa, ma ogni giorno potevo essere utile al prossimo.

Una esperienza di vita quindi importante, durata 10 mesi.. Finita la quale di solito gli ODC salutavano l’Associazione e le strade di dividevano.. Magari per incrociarsi nuovamente successivamente….. Il tuo caso però è diverso..

Sì, come successe prima di me a Cristiano Speri, Mirko Marini e come successe poi a Paolo Vesentini.. Passati i dieci mesi, decido di non interrompere la mia collaborazione con il SOS e decido di proseguire questa esperienza, iniziando l’avventura come socio volontario.. Inizia una esperienza professionale diversa, con un ruolo diverso e con una consapevolezza diversa.. Il servizio con il medico, le notti inservizio… Cose mai sperimentate prima.. Ricordo ancora (e ogni tanto salta fuori in qualche chiaccherata) il mio primo turno con la “Zia Bendi” (già allora temutissima monitrice..) che dopo un uscita abbastanza complessa, mi fa’ i complimenti per come mi ero comportato sull’evento, e io di tutto punto: “Si, Si, Guarda, basta che tu ti occupi dei farmaci, per il resto mi arrangio da solo

Però .. Un esordio niente male….

Ehmmmm.. Proprio così… Chi la conosce può immaginare la sua reazione, e credo che ancora oggi questo evento sia usato da lei per presentarmi….

Ti ricordo però alle prese anche con altre problematiche..

La mia partecipazione in SOS non si è mai limitata ai soli turni, ma ho sempre dato una mano nella gestione : mi sono occupato dei materiali, prima come spalla di Giancarlo Vallicella, poi direttamente come responsabile

Questo tipo di impegno cosa ti ha trasmesso ?

Questo lato della mia vita associativa mi ha fatto capire che per far andare avanti questa associazione non basta “Mettere in moto l’ambulanza” ma ci sono una serie di fattori, problemi, casini, magagne (chiamateli come volete), che non sono nemmeno immaginabili se non ci si mette il naso in prima persona.

Ricordo un “giovane” Giordano un pò .. …diciamo…  “dirompente” ?

Negli anni mi sono anche arrabbiato più volte all’interno dell’associazione… Mi viene in mente l’adunata degli alpini di Asiago nel 2006, dove ho abbandonato l’intervento perché mi ero arrabbiato con chi gestiva il campo, e vi assicuro che non è stata l’unica volta, ma sempre comunque spinto dal voler sempre il meglio da e per l’Associazione… Sicuramente qualche volta ho sbagliato, ma con gli anni, si capiscono molte più cose e si impara a vedere le situazioni da punti di vista diversi, ragionare, magari contare fino a 10 e poi ripartire!

Si capiscono tante cose sperimentandole in prima persona, giusto ?

Le esperienze non finiscono mai, ogni turno, ogni uscita è un’esperienza nuova e sempre te ne ritorni con un bagaglio più o meno bello, ma che si unirà  agli altri in maniera indissolubile. L’Abruzzo ad esempio, “che esperienza!!” Non avrei immaginato di poter tornare con una valigia di emozioni  così colma! La squadra, la gente, il servizio, i luoghi, l’evento… sono cose che a parole puoi cercare di descriverle, ma non riuscirai mai a rendere l’idea di cosa sono realmente state. E vogliamo parlare del 2010??? L’hanno del ventennale??

Perchè no…. Parliamone !

Se cerco ho ancora la tua e-mail con scritto “Visto che avete dato la Vostra disponibilità …. Il giorno…. C’è la prima riunione per l’organizzazione del ventennale….” . Sinceramente non mi ricordo di aver dato la mia disponibilità (almeno formalmente) ma sono sicuro che sapessi già che non mi sarei tirato in dietro…  e infatti.. sono felicissimo di far parte di questa squadra che ha realizzato una serie di eventi grandiosi. La cena di gala, vedere tutte quelle persone che hanno, o hanno avuto a che fare con SOS riunite insieme,  vedere l’emozione ancora intensa sui volti dei soci fondatori,  essere riusciti a far commuovere Luca A, ricevere da tutti i complimenti per quanto avevamo fatto… NON HA PREZZO!! Mai mi sarei aspettato una serata così!!! La Lotteria, premi, biglietti, regolamenti, scartoffie, autorizzazioni, blocchetti invenduti, preoccupazioni, e poi… che risultato, impressionante, credo che nessuno 4 mesi fa si aspettasse un risultato così… “quando copriamo le spese….  se riusciamo a pareggiare i conti…” questi erano ciò che speravamo e anche stavolta ci siamo superati e per non farci mancare niente, ci abbiamo unito il pranzo finale, occasione per stare insieme a mio dire riuscitissima!

Evvai… Tutto materiale per la scatola dei ricordi….

Ora chiudo questa scatola… Momentaneamente però.. I ricordi sono già tanti, e credo che ne metterò dentro ancora altrettanti…

Intervista a Giordano - Foto 3Aggiungo solo una cosa… Assolutamente non meno importante delle altre, anzi….Se nel 2001 invece di venire a fare l’ODC andavo a far il militare, Elisa non sarebbe entrata nella mia vita….. (speriamo che mi faccia mettere la testa a posto!!!)

Grazie al SOS e alla sua grande famiglia !

 

 

Dell’intervista a Giordano, che ringrazio per la disponibilità, mi fanno riflettere alcuni passaggi..

Il primo : è interessante vedere  come una esperienza di vita vissuta, maturata in età molto giovane e quindi soggetta ad essere fisiologicamente vissuta con leggerezza e spensieratezza e, a volte, con superficialità, si sia trasformata poi in una vera e propria passione personale, un interesse importante e gratificante nella vita di una persona. Un interesse che da alla persona stessa una differente percezione di se.. Più ricca, più incline a capire l’altro, più incline a capire la sofferenza… Un punto a favore del SOS….

Il secondo : per sua stessa ammissione il Giordano dei primi tempi aveva tanto da dare dal punto di vista dell’impegno personale cadendo a volte nei tranelli dell’impulsività della giovane età. In questo non c’è niente di male.. A maggior ragione se l’impeto è stimolato da un grande amore per quello che fai…Il passare del tempo e delle esperienze vissute in prima persona, ci consegna un Giordano più equilibrato, più maturo, più conscio dei propri mezzi e delle proprie responsabilità..Soprattutto in grado di capire il grande valore dell’ascolto e della condivisione..Una vera e propria lezione sia per le nuove leve, che si avvicinano con interesse alle responsabilità associative, sia per “i vecchi saggi” (passatemi il termine) che si trovano a traghettare il cambiamento generazionale nella conduzione dell’Associazione. Un altro punto a favore del SOS…

Il terzo : si respira a pieni polmoni l’emozione dell’operare in prima persona nella vita di tutti i giorni del SOS.. Si respira la voglia di esserci, la carica di dare sempre il meglio.. Si respira la passione che viene dal cuore.. Si respira l’emozione.. Quanta fatica si fa a lasciarsi andare alle emozioni ! Ossigeno puro per il nostro futuro ! Un altro punto a favore del SOS…

Il quarto : la dolcezza da tenerone dell’ultima frase….Bellissima nel contesto di questa intervista….Credo che vivere e soprattutto condividere assieme alla tua compagna/compagno una esperienza di vita così intensa come quella in SOS, sia una cosa molto bella.. E nello stesso tempo un collante formidabile ! Almeno, io la vedo così e assegno d’ufficio altro punto a favore del SOS……  

Caro Giordano… Al SOS sono nate relazioni di coppia, matrimoni e figli.. Se metti la testa a posto e, soprattutto, se Elisa vuole…. A buon intenditor poche parole ! 

2 Comments

  1. 13 Ottobre 2010 alle 16:37Elisa

    Una testimonianza che mostra che un’associazione come la nostra non ha bisogno di “eroi” in ambulanza, ma di gente che usa insieme testa e cuore!

  2. 14 Ottobre 2010 alle 21:04luca

    vai elisa… ti siamo vicini nella tua grande impresa…

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