Sos Sona

categorie: Abruzzo
13 maggio 2009

Testimonianze dall’Abruzzo 2

Autore

Ospitiamo un nuovo articolo sull’esperienza Abruzzo. A scriverlo un Soccorritore “anziano” (sono sicuro che non me ne vorrà per l’ “anziano”… ci conosciamo da troppi anni !) di lunga data nonché membro per tanto tempo del Direttivo e attuale membro del gruppo formatori. Con molto piacere pubblico l’articolo scritto da Mario Olivieri. Buona lettura .

 

Dopo aver molto meditato sulla settimana passata in Abruzzo credo sia giunto il momento, anche per me, di rendere partecipi tutti i componenti il SOS di questa straordinaria esperienza.
Ho subito aderito alla “chiamata” dell’Associazione perche in questi 18 anni di servizio sono sempre stato convinto che la nostra opera andava ben oltre i nostri confini territoriali. Eccomi allora, accompagnato dalla paziente Gabriella, in sede a Sona per imbarcarmi con il resto del gruppo. Vi confesso che avevo un certo groppo alla gola per nulla lenito dal clima un po’ “goliardico” dei 50 e più alla Caserma Santa Marta.

In fondo il comportamento di tutti era senz’altro per sdrammatizzare quello che avremo visto l’indomani. Lungo la strada non so quanti mezzi di soccorso abbiamo incontrato, tutti
naturalmente per dare il cambio a chi già era là. Alle 7,30 del mattino eccoci al Campo di Piànola, immersi in una nebbia fitta, ed un clima gelido, non solo per la temperatura. Con me, Fabio e Michela oltre al tecnico di P.C. Ernesto, Gabriele, Nicola,Elisabetta e Oscar della Croce Bianca, Germano, Simonetta, Loris e Morena della Croce Verde; gli infermieri professionali Angela e Massimiliano, a cui si è aggiunta la Dottoressa Serena alcuni giorni dopo.

Dopo i primi calorosi saluti i nostri colleghi ci hanno fatto fare un breve giro del campo per farci vedere e spiegarci principali servizi. Il “groppo” che avevo alla partenza si è subito trasformato in un senso di profondo disagio vedendo quelle persone che, infreddolite e con gli occhi inespressivi, alle 8,30 del mattino facevano colazione sotto l’enorme tendone della Prociv di Isola di Capo Rizzuto. Lo può benissimo testimoniare mia moglie che a quell’ora mi ha telefonato e mi ha chiesto se stavo piangendo. Ma tutto questo senso di disagio si è subito dissolto quando, insieme a Michela, formidabile psicologa, ci siamo soffermati a parlare con qualcuna di queste persone. Incredibile. La loro non era affatto rassegnazione, ma consapevolezza di aver perso molto, ma con tanta voglia di ricominciare; ci ringraziavano dell’aiuto ed erano loro stesse che ci facevano forza; quando poi abbiamo incontrato il dottor clawn che aveva due bambini per mano abbiamo subito capito che anche noi dovevamo cambiare atteggiamento e rimboccarci le maniche.

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Al primo breafing per formare le squadre abbiamo, come chi ci ha preceduto, deciso di formare squadre miste; un componente per ogni associazione. E’ stato incredibile l’affiatamento fra i vari componenti delle tre squadre, senza mai gravi incomprensioni, ma solo qualche punto di confronto subito appianato parlandone. La turnazione fra PMA, ambulanza e campo di Santa Rufina fatta dal primo momento senza mai aver nulla da dire. Al campo di Santa Rufina ci siamo anche confrontati con le squadre di P.C. della Provincia di Verona con i quali abbiamo condiviso picconi, badili e martelli per appianare terreni, piantare tende e tendoni, sgomberare macerie. Senza distogliere l’attenzione sul nostro effettivo scopo che era quello sanitario.

Articolo ABruzzo Mario - Foto Mario che lavora

Personalmente, con la mia squadra naturalmente, ho fatto alcuni importanti interventi fra cui: una frattura di femore di una signora di 86 anni, una frattura di gomito, una signora caduta in fondo ad una scala, (25/26 gradini) e messa molto male ed un soccorritore di P.C. con un SOSpetto IMA con cui abbiamo fatto un rendez-vouz con l’elisoccorso dell’Aquila. Ho anche trovato un vecchio amico, il pilota dell’elicottero, Paolo Righetti, uno dei miei istruttori al corso SOS del 1991. Ma la cosa più incredibile le persone che quotidianamente andavamo a trovare e con cui parlavamo del più e del meno. La Sig.ra Paola con il marito Attilio (filosofo e poeta contadino), il Sig. Bruno con le figlie e la moglie inferma e tante altre storie. La grossa emergenza attuale è la promisquità nelle tende. Si possono trovare in una tenda otto persone di famiglie diverse, anziani, coppie giovani con bambini ecc.

 Articolo ABruzzo Mario - Foto poeta contadino

 I bagni chimici, non sembre puliti. Le doccie degli spogliatoi del campo di calcio. L’ultimo giorno poi il Capo campo della Protezione Civile Nazionale, Emilio, ci ha voluto ringraziare personalmente della nostra presenza e del nostro aiuto e nel salutarci si è commosso lasciando in fretta e furia la tenda dove eravamo riuniti per non farsi versare qualche lacrima. Lacrime che, non mi vergogno a dire, abbiamo versato tutti, indistintamente quando abbiamo lasciato il campo. Ho lasciato un pezzetto di cuore in Abruzzo, ma sono felice per quello che abbiamo fatto e costruito e per il ricordo che abbiamo lasciato.

 

E’ un’esperienza che consiglio ad ognuno perchè ti arricchisce e ti fa apprezzare ancora di più quello che hai. Ringrazio anche il SOS,  la Croce Bianca e la Croce Verde gli I.P. Angela e Massimiliano, la D.ssa Serena e tutte le persone che mi hanno aiutato in questa settimana.

 

Mario Olivieri

Articoilo ABruzzo Mario - Foto di Gruppo

11 commenti

  1. 13 maggio 2009 alle 22:36luca

    bravi come sempre tutti, grandi. ciao luca a.

  2. 14 maggio 2009 alle 11:09Giordano (Capitan Futuro)

    …potrei dire che Mario mi ha copiato…. :-) Ma le emozioni che si vivono a Piànola sono quelle… e leggendo queste righe il mio pensiero è tornato diretto là…alla mia settimana trascorsa in quei luoghi… Continuiamo così!

  3. 14 maggio 2009 alle 11:25GABRIELE

    Volevo ringraziarVi tutti per la stupenda esperienza trascorsa in terra d’ Abruzzo, sicuramente rimarrà fra le cose più care e sentite nel mio cuore, per essere più preciso non mi sono mai staccato da là…. GRAZIE!!!!! ciao Gabry

  4. 14 maggio 2009 alle 11:35Alfredo

    Grazie Gabriele per la tua visita e la tua testimonianza. Mi sono preso la licenza di pubblicare la foto alla fine dell’articolo senza chiedere ad ogni singolo il permesso Privacy. L’affiatamento e lo spirito di gruppo che si respira da questa foto mi pare vada oltre ogni richiesta di autorizzazione…..

  5. 14 maggio 2009 alle 20:10miky

    Penso ke esperienze come queste lascino un segno profondo soprattutto nei nostri cuori.. Andiamo a dare una mano come soccorritori ma siamo persone umane e in tali situazioni vieni completamente assorbito da queste persone ke hanno davvero bisogno.. Non esiste spazio, tempo..è allucinante davvero..vivi in funzione loro.. e meno male ke con i colleghi abbiamo formato un bel gruppo grazie al quale ci si poteva confrontare, sostenere e ridere..perchè il SORRISO in questi contesti è davvero una chiave ke apre tanti cuori..Grazie a tutti per l’esperienza forte,ma impagabile..
    Grazie a te Mario per le lacrime dell’ultimo giorno con la nostra famiglia “particolare”.
    La psicologa ” fora de testa ” MIKY

  6. 15 maggio 2009 alle 09:12Germano Ferrari

    Grande MARIO, difficile trovare parole migliori delle tue per descrivere le emozioni provate.
    Questa esperienza umana rimarrà a testimoniare che assieme si raggiungono traguardi anche difficili. Ciao Germano

  7. 15 maggio 2009 alle 10:01Alfredo

    Come per Gabriele ringrazio anche Germano per la sua testimonianza. Mi viene da fare un pensiero : a volte tra le nostre associazioni (forse non tra i volontari) non sempre è stato possibile stabilire rapporti di collaborazione proficui. Per un motivo o per un altro…Questa esperienza ha accumuto tutti sotto l’unica bandiera della solidarietà.. Forse, ogni tanto, dovremmo ricordarcene anche quando operiamo nel nostro territorio e, soprattutto, dovremmo invitare le Pubbliche Amministrazioni con cui ci relazioniamo a prenderne spunto….

  8. 15 maggio 2009 alle 10:13Mario Olivieri

    Al di là, purtroppo, dell’evento che ha colpito l’Abruzzo, mi auguro che l’enormo sforzo compiuto dall’esercito di volontari di tutta Italia accomunati da un unico scopo sia di esempio e da sprone per il nostro governo, indipendentemente dal pensiero politico di ognun di noi. In questi momenti il Popolo italiano ha dimostrato ancora una volta, come lo è stato nel corso della storia, unito, da nord a sud, senza alcuna distinzione e mi auguro che una volta passata “l’emozione del momento” tutto ciò non venga dimenticato, soprattutto dalle alte sfere.

  9. 19 maggio 2009 alle 18:36Oscar Corsini

    La settimana trascorsa con Mario e il gruppo in Abruzzo è stata un bagno di emozioni.. vedere l’Italia della solidarietà così unita, senza alcuna distinzione nord sud est ovest, mi ha mostrato la bellezza che è in ognuno di noi. Quando sappiamo donare anzichè trattenere abbiamo una luce diversa, è qualcosa che la gente percepisce e ti apre il suo cuore, parla delle sue emozioni e paure..un grazie alle tante persone colpite dal sisma, che con pur nel dolore ma sempre con un sorriso e grande dignità, fanno si che io sia una persona migliore. A tutto il magico gruppo, un fraterno abbraccio..

  10. 21 maggio 2009 alle 21:14morena

    è stata un esperienza che non dimenticherò mai! le tue parole MARIO mi hanno toccato nel profondo. è stato un onore per me aver prestato servizio con voi, grandi persone con un cuore grande. Forse col passare degli anni svanirà il disegno dei vostri visi dalla mia mente ma non dimenticherò le emozioni condivise con voi… Vi voglio bene!!!!

  11. 25 maggio 2009 alle 01:11loris

    caro Mario mentre leggevo a voce alta il tuo articolo con la mia piccola Katia e mia moglie Dany ad un certo punto non sono riuscito ad andare avanti.
    perchè l’emozione era tantissima, e stata un’esperienza molto bella, non avrei usato parole migliori delle tue per esprimere questa esperienza comune.

    E un onore e un grande privilegio conoscere te Mario e tutto il gruppo

    Grazie amico mio dal profondo del mio cuore e da quel pezzettino che tutti noi abbiamo lasciato in Abruzzo .

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