Sos Sona

6 giugno 2017

Una nuova ambulanza per il S.O.S. : una necessità ma anche una opportunità !

Ufficio Stampa

Intervista tratta da questo articolo da  IL BACO DA SETA

 

Da 27 anni , senza soluzione di continuità, il S.O.S rappresenta una vera e propria garanzia nelle situazioni di emergenza-urgenza sanitaria che accadono nella provincia di Verona. Esiste un legame storico ed affettivo profondo con la Comunità di Sona , essendo l’Associazione nata in questo comune nell’ormai lontano 19 Aprile 1990 ed essendo qui  ubicata nella storica sede di P.zza della Vittoria 10 a Sona. Non possiamo però parlare di S.O.S. come di una Associazione tipicamente Sonese perché l’azione quotidiana, sia essa di Protezione Sanitaria o di Protezione Civile, travalica i confini del nostro comune e si espande su un raggio d’azione piuttosto ampio.La peculiarità distintiva di S.O.S. è che, sin dalle sue origini, l’ambulanza di stanza a Sona è un mezzo di tipo MSA (Mezzo di Soccorso Avanzato) , caratterizzato dalla presenza a bordo di un  medico competente in medicina d’urgenza. Nell’immaginario collettivo si pensa che, ogniqualvolta venga chiamato il 118 per una questione sanitaria urgente, l’ambulanza che arriva abbia sempre a bordo un medico. Non è sempre così.  Anzi, lo è solo in casi di vera urgenza e comunque compatibilmente con i mezzi medicalizzati disponibili in quel momento. Che essendo limitati nel numero per questioni di costi e di miglior utilizzo possibile delle risorse disponibili sono ubicati in zone ben precise e quindi hanno un raggio d’azione molto ampio sul territorio.  Non è infrequente che la TANGO3 (così è denominata  in codice l’ambulanza del S.O.S. nel sistema dell’emergenza del 118 di Verona)  , oltre ad operare sul nostro territorio e nei paesi limitrofi, si trovi a dover agire nella bassa veronese, o ai confini con la provincia di Mantova verso Valeggio,  o verso il lago di Garda, la Valpolicella o la città.  Un raggio d’azione estremamente ampio quindi.

Questo connotato extraterritoriale, dato dalla caratteristica operativa appena descritta,  fa del S.O.S un punto di arrivo e di incontro per volontari di  ogni dove. Non solo quindi cittadini di Sona, ma persone provenienti da paesi limitrofi e anche non limitrofi a Sona. Una varietà di partecipazione che rappresenta una  vera e propria ricchezza umana per l’Associazione!

Parte in questi giorni un progetto di raccolta fondi  per l’acquisto di una nuova ambulanza. E’ una tematica che S.O.S. conosce bene, avendola dovuta affrontare molte volte nel corso di questi 27 anni.  Per avere maggiori chiarimenti su contenuti e finalità abbiamo intervistato il Presidente del S.O.S. Briggi Pierluigi.


Presidente, una nuova avventura per il S.O.S all’orizzonte : l’acquisto della nuova ambulanza.

Sì. Un’ avventura vissuta più volte in tutti questi anni,  ma ogni volta è diverso. Cambiano i tempi, cambiano le disponibilità, cambiano gli interlocutori all’interno delle organizzazioni che di volta in volta ci sostengono, cambia il vissuto dell’associazione e la sua storia recente, cambiano le esigenze. Quello che non cambia, nel suo modo di essere e di interpretare il proprio ruolo sociale all’interno della nostra Comunità, è il S.O.S.


Nell’Ottobre del 2014 è stata inaugurata una nuova ambulanza. Come mai questa esigenza a distanza di soli 3 anni ?

E’ una esigenza strettamente legata a normative regionali in materia di emergenza urgenza.  Con la DGR 1515 del 2015 la Regione Veneto ha stabilito che i mezzi dedicati all’emergenza-urgenza (ambulanze o automediche che siano)  non debbano avere più di 400.00 km di percorrenza e non più di 7 anni continuativi di servizio specifico per l’emergenza territoriale.


Ma oltre alla nuova ambulanza del 2014 il S.O.S ha anche altre ambulanze.

Corretto. Il S.O.S. dispone di quattro ambulanze in totale di cui una , in realtà, prossima alla dismissione perché acquistata nel 2004 e caricata ormai di più di 400.000 km di percorrenza. Va tenuto presente un altro aspetto operativo : i mezzi che si vedono sotto la nostra sede in P.zza Vittoria a Sona sono due. Sempre per questioni normative ma anche pratiche : il servizio di emergenza urgenza deve poter di disporre di due automezzi in linea. Se l’ambulanza in linea operativa ha qualche problema a partire o qualche blackout improvviso l’equipaggio in servizio deve poter, nel più breve tempo possibile, salire su un altro “mezzo gemello” e proseguire nel servizio. Quindi, in realtà, le ambulanze che mettiamo a  disposizione del 118 sono due. Ed entrambe devono avere i requisiti sopra descritti. Oltre all’ambulanza inaugurata nel 2014 che comunque, per la cronaca, ha già tre anni di vita, gli altri automezzi hanno a loro volta sia una età anagrafica che una usura chilometrica che avanzano. Nella nostra storia di questi 27 anni sappiamo che, con una ciclicità di tre anni circa, va messo in cantiere un progetto di acquisto di un nuovo automezzo.


Cosa rappresenta,  in termini di arco temporale e di investimento economico,  l’acquisto di una nuova ambulanza ?

Parliamo a bruciapelo dell’argomento che fa tremare vene e polsi : l’investimento economico. Di ambulanze ne esistono di tutti i tipi, fornite da diversi allestitori, di costo vario. La nostra politica è sempre stata quella di scegliere con i piedi piantati per terra dal punto di vista del tetto di spesa, entro il quale si va alla ricerca soluzioni di allestimento sicure e comode per gli equipaggi ed i pazienti, fornitori affidabili, forniture il più garantite possibile, privilegiando modelli consolidati rispetto a quelli sperimentali, con un buon livello di assistenza post vendita.    Il tetto che ci siamo dati per l’acquisto dell’ambulanza inaugurata nel 2014 è stato di 75.000€. Intendiamo mantenerlo anche per questo acquisto. Parlare di questa cifra , di questi tempi, non è cosa da poco. S.O.S. è una organizzazione no-profit, non è una azienda che ha piani di sviluppo di business. Per statuto tutto l’utile quello che viene generato all’interno dell’Associazione viene re-investito nell’attività caratteristica e quindi anche nell’acquisto delle ambulanze. Per quanto riguarda l’arco temporale di acquisizione del mezzo: dal momento dell’ordine l’allestitore ha bisogno di circa 6 mesi per allestire l’automezzo, ivi compresi i tempi di acquisizione del furgone “grezzo”. Questo significa che S.O.S si deve attivare ben prima per cercare la finanziabilità del progetto. Ipotizzando l’ordine dell’ambulanza a Settembre 2017 significa che avremo il mezzo disponibile , se tutto va bene, a Marzo/Aprile 2018.


Quindi la raccolta fondi, giustamente, parte per tempo. Quali sono le vostre fonti ?

S.O.S ha un’ottima capacita interna di generare autofinanziamento. In varie forme. Questa è la base per sostegno per i nostri progetti di sviluppo. Nessuno meglio di chi li pensa i progetti può darne credibilità se non con il proprio impegno diretto.  Dopodiché, per iniziative di questa portata economica, ci guardiamo attorno e ci rivolgiamo alla rete delle nostre conoscenze dei nostri sostenitori. E la provvidenza ha sempre guardato dalla nostra parte. Un esempio è l’acquisto dell’ambulanza inaugurata nel 2014. Su un fianco della stessa campeggia un banner con il logo degli sponsor che ci hanno sostenuto : Fondazioni, Istituti di Credito, Associazioni del nostro territorio e non , Aziende. Ma anche tanti singoli cittadini che, per motivi di riservatezza e di praticità (sono stati veramente tanti !) non abbiamo citato sul banner. E’ stata una maratona di raccolta fondi molto impegnativa ma entusiasmante ! Con i fondi raccolti siamo riusciti a coprire interamente il costo dell’ambulanza.


E’ solo questione di provvidenza ?

Nella provvidenza crediamo ciecamente. Anche se siamo consapevoli che va aiutata. Abbiamo dalla nostra parte un curriculum di 27 anni di servizio alla comunità che rappresentano  il nostro vero tesoro.  Nell’immaginario e nel pratico collettivi il servizio di emergenza-urgenza sanitaria svolto dal S.O.S è un servizio essenziale e insostituibile. Niente ti da più sicurezza e serenità di un soccorso tempestivo e qualificato  quando stai male tu o qualcuno vicino a te o quando ti trovi in situazioni di difficoltà. Insisto soprattutto sulla parola qualificato. E’ il dogma che ci accompagna da sempre : fare le cose con passione, cura dei particolari, con professionalità, con attenzione, con preparazione e , alla fine, con trasporto umano. Il nostro servizio è un classico “mordi-e-fuggi” nel senso che interveniamo, stabilizziamo il paziente, lo portiamo all’ospedale più indicato e poi siamo pronti per un servizio a seguire. Il rapporto con la persona soccorsa è temporaneo e, salvo rari casi, ha un decorso naturale che si chiude alla fine del servizio.  Ma appunto perché il tempo di contatto con l’assistito è limitato in questo frangente dobbiamo dare il massimo di noi stessi.  Anche  sotto l’aspetto umano : non dobbiamo dimenticarci che incontriamo le persone nella loro intimità e nei loro momenti di sofferenza.

 

E’ solo questione di “particolare sensibilità del cittadino” in difficoltà riconoscente per quello che S.O.S fa per lui ?

No. S.O.S. non si occupa solo di Emergenza-Urgenza o di Protezione Civile. Siamo tra i promotori del progetto di rete delle Associazioni del Comune di Sona, siamo parte dell’Associazione di secondo livello UNI.VER.SO. che raggruppa altre 5 organizzazioni di Pubblica Assistenza, mettiamo a disposizione i nostri beni e la nostra strumentazione alla cittadinanza, sosteniamo raccolte fondi pubbliche, diamo il nostro fattivo contributo ai tavoli di sviluppo della cooperazione tra Associazioni, eroghiamo formazione a 360° alla cittadinanza su tematiche di Primo Soccorso, facciamo interventi di educazione civica civici nelle scuole per parlare di Primo Soccorso, Protezione Civile e rispetto dell’ambiente. Siamo una Associazione matura e strutturata, che ha una lunga e articolata storia organizzativa alle spalle. Tra i nostri volontari abbiamo professionalità di tutti i tipi che mettono a disposizione il loro tempo alla comunità. Questo humus, che coltiviamo giornalmente, fa si che l’apprezzamento del cittadino vada ben oltre lo stato di grave necessità che ha vissuto o che vivrà e che ha trovato in S.O.S, nella sua ambulanza o nella sua Protezione Civile un valido ed immediato sostegno. Questo modo di essere ed esserci crea affettività. L’affettività porta naturalmente a sostenere chi a propria volta ti sostiene. Dout Des . Il S.O.S. è un bene ed un patrimonio della Comunità di Sona tutta, non solo dei suoi soci.

 

Per maggiori informazioni sul progetto ?

Usciremo a breve con una comunicazione coordinata. Sul nostro sito www.sos-sona.it e sulla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/sossona/ nonché sulla pagine de Il Baco da Seta e sui quotidiani daremo ampio risalto al progetto e alla sua evoluzione. Seguiteci !

 

Che Nuova Ambulanza del S.O.S. sia !

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